Lo ammetto: ho dovuto superare, esame difficilissimo, lo scoglio di alzarmi presto. Molto, molto presto. Il mercato dei fiori ha le sue regole, ferree. prima si arriva, più varietà c’è. Nei capannoni enormi, freddi e, a prima vista, inospitali, ho scoperto che trvoerò sempre l’estate. un tripudio di fiori, e di profumi, davvero inebriante. Roba da perderci la testa, e il patrimonio. Difficile non lasciarsi conquistare. persino dai fiori di questo periodo, dai crisantemi che sono tutt’altro che tristi, o dalle orchidee. Adoro le rose, e sarei uscita volentieri con le braccia cariche di mazzi dai nomi improbabili e dal profumo…Da un profumo che ci faresti la firma mille volte, a poterlo avere intorno sempre. Ammetto anche questo: è nata una storia d’amore con il mercato dei fiori. Con il freddo delle celle refrigerate, con i modi ruvidi dei fornitori, con il verde di certe piante, persino con il caffè del bar, una specie di stazione di transito fra un camion che scarica scatole e scatole, e un mondo armonioso e gentile. Come attraversare un giardino all’italiana, o un viale di tigli, nella stagione giusta. Al principio dell’estate, per esempio. Al principio di una nuova vita.

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