La stagione è cambiata di colpo. Ci è arrivato addosso l’autunno. Con l’autunno, una domenica piovosa e una festa di paese con baancarelle e passeggio. Con il cambio di stagione, cambio di vetrina…foglie rosse, tante, e un rastrello pigro che non fa il suo dovere, e se ne sta lì appoggiato. Delle pannocchie, figlie ritardatarie dell’estate appena trascorsa; i vasi che conterranno i fiori di questa stagione di nebbia. Zucche, piccole e grandi, e un mazzo di protea vicino ad un vassoio shabby chic, come piace a noi gestori di botteghe con velleità da atelier. Lavoro al mio tavolo enorme, pieno di fiori e fi progetti, con il mio cappotto preferito addosso, e una strana, sorprendente felicità. Verrebbe da parafrasare una frase di Albert Camus: “Nel bel mezzo dell’inverno, ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate”. Nella mia piccola bottega luminosa, anche se non è ancora inverno, si lotta strenuamente per conservare il più a lungo possibile i colori e i profumi dei mesi del sole. Vorrei che chi entra, uscisse, anche solo per un pò, più felice, con la stessa mia consapevolezza che, a cercare bene, ci sono angoli immuni come isole a ospitarli…

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