Natale è passato. E’ corso via anche San Silvestro, e i primi quieti, quieti?, giorni dell’anno. La bottega è silenziosa, in attesa. Cammino avanti e indietro, pensando ancora a cosa diventerà questo piccolo spazio tutto mio, dopo che il grande albero innevato se ne sarà andato, per lasciare il posto alla vetrina d’inverno. Una sposa mi ha chiesto qualche prima idea per un matrimonio primaverile, e io sto meditando. La bottega offre splendide rose rosa, e piccole rose bianche che sembrano di zucchero, gerbere immacolate, e una ghirlanda di pino, oltre ai piccoli fiori di vax che amo tanto. “Nel bel mezzo dell’inverno ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate”, questo quanto Camus diceva dell’animo umano e della forza in ognuno di noi. Lo cito, perchè mentre in bottega fa freddo, e fuori la nebbia si alterna ad un sole pallidissimo, io aspetto la primavera. La aspetto in compagnia dei fiori, della fantasia, di una musica che canticchio mentre faccio fatica a muovere le dita delle mani, che sono semi congelate. Compongo insieme i fiori, consapevole di unire frutti dell’inverno e accenni di bella stagione. Le nonne invitavano a partire e ad intraprendere nuove imprese “quando l’aria si allargherà”: io quell’aria la fiuto, perchè so che è proprio dietro l’angolo!  So che sotto terra, il grano è verde…

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