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all'opera!

No, non è stagione di peonie. Per essere morbide, voluttuose e portare sulla via della perdizione, le peonie dovranno aspettare qualche mese. E’ che…sfogliavo oggi le foto dell’anno trascorso, presa da una smania di nuovo. Così, ne ho ricordato il profumo, di queste oasi perfette di colore, di petali, un’arma di seduzione che la natura mostra sfacciatamente appena il sole si fa più caldo. Ho sentito il profumo delle peonie, lo so che non mi crederete, ma è così. E ho sentito, netti, tutti i profumi, e i suoni, e i colori che verranno: il profumo aspro di verde del pitosforo, l’aroma di limone che sprigiona dai rami di vax, le foglie di velluto delle dalie, il profumo dolce della camomilla, l’allegria rustica delle erbe aromatiche, e quell’odore primitivo di lavanda…i semi della papaverina che aprono a viaggi lontani solo chiudendo gli occhi, e il mirto! Il colpo di fulmine che dà un limone aperto caldo del sole dell’estate, diretto come un pugno, come una dichiarazione d’amore. L’olea fragrans, e il suono che fanno le dita mentre scivolano su uno stelo di calla. Certe rose color vaniglia, capaci di perderti. La consistenza soffice e nuvolosa della gipsofila. La croccantezza dell’ortensia, con quel profumo di incertezza e di mistero, di bosco in cui ti perderesti volentieri…Isabel Allende, in “Afrodita”, dice: “Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità, come mi rammarico di tutte le occasioni di fare l’amore che ho lasciato correre per occuparmi di lavoro in sospeso o per virtù puritana. Passeggiando per i giardini della memoria, scopro che i miei ricordi sono associati ai sensi”. E ha ragione! Arriva una nuova stagione, che grazie a profumi e ricordi di profumi, di colori, di suoni, è già qui davanti a me, fremente, deliziosa come l’attesa di un amore, spensierata come solo la passione per ciò che si fa può essere.
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