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Ogni tanto qualcuno mi chiede come si fa a fare tutto quello che faccio. Bella domanda! La risposta, unica e più sincera, è che non lo so proprio! Ho cambiato vita da poco, anche se mi sembrano secoli ormai, e nonostante ci abbia studiato sopra, e letto, e curiosato, e guardato, giorno e notte, la verità è che nutro per fiori e allestimenti, ora e sempre, un timore e rispetto reverenziale. Mi sembra davvero, un pò come nella spirale profumata di una rosa, di star salendo le scale di una vecchia e preziosissima casa liberty. Cosa troverò in cima? Un premio, una risposta? Una gratificazione? Chi lo sa. Grazie al cielo so che i limiti sono fatti per essere messi alla prova, ma so anche bene quali sono i miei, e su cosa voglio e debbo lavorare. C’è ancora, non molto, ma moltissimo da fare. In ogni caso, visto che di frequente qualcuna delle allieve dei miei corsi mi chiede come si fa ad essere, in generale, creative, rispondo con una lista di idee, mai esaustiva, e dettata dalla mia misera esperienza…

Scarpe comode! Sarà banale, ma ho cominciato girando la e le città, alla ricerca di vetrine, colori, ispirazioni, insomma, di tutto ciò che mi potesse colpire. Farlo su un tacco 12 sarà anche molto chic e farà “Sex and The City”, ma camminare su dei trampoli ottenebra il cervello e rende meno percettivi a tutta quella gran messe di idee che è il mondo! Per cui, che siano ballerine, mocassini, scarpe da ginnastica, organizzatevi.

Mente e occhi aperti Potete avere le scarpe più comode che siano mai state prodotte, ma se girate con il paraocchi sugli occhi, e sopratuttto, sul cervello, non otterrete nulla. Per mente e occhi aperti, intendo sia il formarsi continuamente (e dico continuamente) tramite letture, visite a fiere, viaggi, esperienze di chi opera da qualche tempo nel settore, corsi, sia il guardarsi intorno con animo da viaggiatore e non da turista. Il viaggiatore fa proprio quanto di una cultura lo colpisce, tanto da conservarlo in sè e farlo germogliare per crescere. Il turista parla dell’hotel, dei cocktail e porta foto simili fra loro, ma nessun viaggio gli rimane “dentro”. Decidete velocemente cosa volete essere, e se propenderete (come spero!) per essere viaggiatori, attingete non solo dal settore di cui volete diventare professionisti, ma da ogni settore che metta alla prova la vostra creatività! Alcuni tessuti dei vestiti che ho disegnato, li sono andata a cercare dopo aver riguardato delle foto di animali fatte da mio marito. Le fiere di design sono una fonte inesauribile di ispirazione per accostamenti che, in altri frangenti, sembrerebbero quanto meno azzardati…

Macchina fotografica e blocco note alla mano Fotografate, disegnate, prendete appunti, insomma: fate quello che vi pare, ma fate in modo di poter portare con voi a casa quanto vi ispira, fuori dalla porta! La memoria, anche se allenata, non può cogliere tutto quello che magari in un mercatino, magari ad una mostra, magari semplicemente mangiando qualcosa in un ristorante, attirerà la vostra attenzione, per cui coraggio! E, come dico al punto successivo…

Scatole per catalogare Tutti questi spunti dovranno pur andare a comporre qualcosa,no? Io uso delle scatole bianche con i manici, resistenti ed eleganti, e su ognuna metto un cartoncino con scritto sopra almeno il macroargomento contenuto all’interno (wedding, interni, gardening…lasciate andare la fantasia, purchè i nomi non vi distraggano dal contenuto!). E quando piove o ho voglia di restare un pò in casa…

Moodboard! Ovvero, un gioco infinito di richiami, per accostamenti di colore, di materiali, di forme. Grandi foglia di carta (io uso quella da pacchi, non so perchè! Non ha proprietà particolari, ma mi piace, e mi fa pensare che io sia una interior designer di NYC…lo so, non ho tutte le rotelle a posto!), nastro adesivo o colla, e via a comporre i vostri personalissimi puzzle. E’ una pratica talmente divertente, da permettermi di dirvi che, male che vada, avrete la vostra galleria d’arte privata appesa per frigorifero e muri di casa.

Idee “pericolose” Non c’era bisogno che fossero gli Americani con saggi sull’argomento a dirci che, nella ricerca di soluzioni di problemi, o in nuovi progetti, tentare vie che apparentemente sembrano scollegate, pazze!, o non inerenti, può portare ad un successo certo. Io vi dico di non escludere a priori il piano B, C…Z, che potrebbe portarvi a realizzare quanto avete progettato. Non fermate le idee pericolose! A volte, più sono folli, più sono divertenti, più sarete disposti ad investirci sopra tempo ed energie. Diciamocelo, dai! Sentite meno la fatica quando state dedicandovi a qualcosa di faticoso ma estremamente coinvolgente, o quando siete presi in qualcosa di semplice magari ma noioso fino alla morte???

Esperienza Ossia, tutto quello che avrete provato, sperimentato, sbagliato o fatto bene. Non sottovalutate il potere del provare e riprovare. Abbiamo un pò tutti, in fondo in fondo, lo spirito di Indiana Jones, magari sepolto dalla routine, o dalle nostre insicurezze…ma presente! Quindi, provate e provate e provate. Chiedete consiglio, osservate, tentate strade nuove, confrontatevi con chi sta facendo lo stesso.

Big Pensiero Io chiamo così il pensare in grande. A volte, mi sembra pura sventatezza, però…ripaga di tutti gli sforzi. Non fermatevi alle minutaglie, ma cercate di trasportare i vostri progetti su un piano più alto. Non significa peccare di presunzione, che è cosa da rifuggire come la peste, ma avere quella mentalità aperta, di cui parlavamo prima, l’elasticità, la passione, e sì, sicuramente un pò di incoscienza e di coraggio. Piantate alberi, sfidandovi a vederli crescere e prosperare. Se vi hanno detto che lavorare quel fiore è complicato, provateci subito, non perdete tempo!

Agenda Anche una disordinata come me (capace però di organizzare la vita degli altri…) sottosta ad un’agenda, nera e rigorosa, con un elastico nero a chiuderla quando sta per scoppiare, ed una tasca interna per i biglietti da visita, le foto, i ritagli volanti… A me piace scrivere (si era notato, vero?), ma se preferite potrete tenerne anche una elettronica…l’importante, è averla con voi.

Buon gusto Si ha? Si eredita? Si coltiva? Non so rispondere. So che il mondo di oggi ci stimola continuamente con spunti di…tutti i tipi. Saper cogliere la bellezza nel quotidiano è un esercizio che andrebbe la pena di fare. I grandi del passato insegnano, e sono una fonte inesauribile. Cogliete il bello nell’arte, nella fotografia, nel cinema, nei fiori, nei tessuti, nei colori del cielo…c’è talmente tanto intorno!

Grazia E’ l’arte, l’eleganza di posarsi sulla vita chiedendo il permesso di farlo. Non so se sia indispensabile o meno, ma fa tanto bene al cuore. Vostro, e delle persone che per lavoro o passione incontrerete. Convertirsi alla grazia apre molte più porte di quanto si creda, e chiedere consiglio con un sorriso, quasi sempre porta con sè una perla di saggezza, invece che un rifiuto.

Altro? Non saprei. Un docente e amico, alla fine di un corso, ci disse: “Abbiate cura del vostro piccolo angolo di mondo!” (Enrico Lorenzi). Direi che è la raccomandazione migliore si possa fare per chi parte per un’avventura!

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